Prestiti: Renzi in pressing sulle banche

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Prestiti: Renzi in pressing sulle banche

Il Premier chiede credito per le imprese

 

Anche se in Italia non c’è stato credit crunch e gli interventi della Bce hanno avuto effetto, allora per le banche italiane non ci sono più alibi: devono dare più prestiti alle imprese, per sostenere la ripresa. Matteo Renzi bacchetta così senza giri di parole il sistema bancario. Immediata la risposta dell’Abi: il flusso dei prestiti è già aumentato e, con gli aumenti da capitale, aumenterà ulteriormente.

«Dopo l’innovazione portata da Mario Draghi e dal board della Bce, non ci sono più alibi per non dare credito alle imprese», ha detto Renzi, intervenuto alla cerimonia d’apertura di Pitti Uomo a Firenze. «Lo chiediamo con forza agli istituti di credito», perché - ha ribadito - «se è vero che da noi “credit crunch” non c’è stato, è vero che c’è stata una contrazione straordinaria del credito» e «guai a chi oggi pensasse di avere ancora alibi».

La risposta del mondo bancario, per bocca del presidente dell’associazione Antonio Patuelli, non si è fatta attendere. «Nei primi 4 mesi le banche hanno aumentato di oltre il 26% i mutui e stanno effettuando assai cospicui aumenti di capitale che non servono solo a superare gli esami della Bce, ma anche ad aumentare la capienza per nuovi ulteriori prestiti».

Dati che parlano anche di sofferenze ancora alte per le banche e che superano i 166 miliardi e di un assestamento a maggio proprio dei prestiti. «La domanda del credito è ancora insufficiente», ha commentato il numero uno di Ubi Banca, Victor Massiah, mentre Roberto Nicastro di Unicredit ha affermato che «la parola forte è il rischio, se non troviamo un modo per ricapitalizzare le imprese non usciamo dalla crisi».

 
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